Stando ai dati nazionali forniti dall’ISTAT, in Italia nel solo biennio 2010-2012 sono aumentati addirittura del 40% i reati legati al ricavo di un guadagno economico, in particolare all’interno delle abitazioni. Questo dato, già di per sé estremamente allarmante, è ulteriormente peggiorato negli ultimissimi mesi creando spesso nella popolazione, in particolar modo in coloro che hanno già subito una rapina, una sensazione di estrema vulnerabilità e paura.

Poter vivere serenamente la propria quotidianità è una condizione fondamentale per il benessere psicofisico della persona e per evitare che la propria libertà personale possa essere pericolosamente limitata, peggiorando nettamente la qualità della vita e lo sviluppo territoriale.

Va da sé, insomma, che mantenere al sicuro se stessi e la propria famiglia negli ambienti più importanti della nostra vita come la casa ed il luogo di lavoro, assuma un’importanza fondamentale nella vita di ognuno per prevenire la possibilità di eventi spiacevoli che possano mettere a repentaglio l’incolumità personale ed i propri beni materiali.

Ecco perché un numero crescente di persone sceglie ogni giorno di affidarsi ad un sistema di videosorveglianza da far installare presso condomini, abitazioni private ed aziende al fine di scoraggiare eventuali crimini o quantomeno di poter procedere all’identificazione di coloro che commettono questi reati e che molto probabilmente, senza l’aiuto della tecnologia, resterebbero probabilmente impuniti.

Cerchiamo allora di capire come scegliere il giusto impianto di videosorveglianza a seconda delle proprie necessità e come trovare l’azienda giusta per essere seguiti nell’acquisto e nell’installazione di un prodotto così importante.

Impianti di videosorveglianza: come scegliere quello più adatto

Telecamere a circuito chiuso

Attualmente in commercio sono presenti molteplici soluzioni per aumentare la sicurezza della propria casa, dell’ufficio o del deposito che si desidera mantenere monitorato il più possibile, soprattutto in nostra assenza. Tra i sistemi tradizionali troviamo senza dubbio le cosiddette TVCC, ovverosia telecamere a circuito chiuso.

Questi strumenti di videoregistrazione sono in grado di trasmettere le immagini registrate, in bianco e nero, a colori ed anche di notte mediante tecnologia ad infrarossi, direttamente ad uno o più monitor. Nella maggior parte dei casi questo particolare kit di videosorveglianza è richiesto da coloro che vogliono tenere sotto controllo ambienti esterni come depositi, cortili, parcheggi o giardini.

Questo tipo di telecamere sono dotate di un particolare sistema di tipo meccanico che permette loro di muoversi lungo i due assi per una visione quanto più completa possibile delle zone da tenere sotto controllo. I sistemi tradizionali e più economici prevedono l’utilizzo di telecamere analogiche e supporti di registrazione DVR.

Telecamere wireless

Sicuramente più dispendiose delle prime, le telecamere dotate di tecnologia wireless (senza fili) hanno dalla loro il fatto di essere molto più semplici da installare non necessitando di alcun cablaggio ed evitando la presenza di antiestetici cavi in sospensione, decisamente poco attraenti soprattutto per un’abitazione privata.

Se il segnale Wi-Fi lo permette, inoltre, grazie a questi dispositivi è possibile coprire distanze maggiori rispetto alle telecamere tradizionali. Da un punto di vista funzionale, le telecamere a circuito chiuso senza fili non si differenziano da quelle descritte sopra. Anche in questo caso le immagini riprese vengono trasmesse ad uno o più monitor in bianco e nero, a colori ed anche ad infrarossi in base alle diverse necessità dell’utente. In caso di telecamere wireless, però, la strumentazione non utilizza un DVR come nel caso delle analogiche, bensì un NVR (Network Video Recorder).

Controllo interno con pc e microtelecamere con microfono

Per gli ambienti interni di una casa, è inoltre possibile scegliere di sfruttare la webcam di un computer all’interno di una stanza come il soggiorno o lo studio ed utilizzare un paio di microtelecamere occultabili, eventualmente dotate di microfono ambientale, per monitorare costantemente altre aree dell’appartamento dove sono magari presenti oggetti di valore.

Le microcamere da inserire nelle altre stanze potranno essere del tipo “IP”, così da effettuare tramite computer il controllo anche da remoto, o del tipo “UMTS” per poter tenere la propria casa sotto controllo anche comodamente da smartphone. Importante ricordare che in questi casi è necessario studiare con attenzione i luoghi più adatti nei quali posizionare le microcamere che nella maggior parte dei casi sono l’accesso da finestra e quello dalla porta. Per gli ambienti molto ampi, il consiglio è quello di scegliere un sistema di videosorveglianza a lungo raggio comprensivo di visione notturna, così da evitare che alcune zone della casa o dell’esterno restino scoperte.

Videosorveglianza e privacy: la normativa

Sebbene proteggere il proprio ambiente domestico e lavorativo sia un diritto insindacabile di ogni cittadino, prima di procedere all’installazione di un impianto di videosorveglianza è necessario conoscere la normativa al riguardo onde evitare sanzioni.

Il Garante della Privacy, infatti, con un provvedimento emanato l’8 Aprile del 2010 e pubblicato in Gazzetta Ufficiale, modifica la norma fino a quel momento esistente disciplinando l’utilizzo di strumentazioni di videosorveglianza e sostenendo che, nell’interesse di bilanciare le esigenze di sicurezza del cittadino a quelle della privacy di ogni persona, un impianto di sicurezza potrà dirsi a norma se rispetta determinati requisiti:

  • Necessità: l’installazione di un impianto di videosorveglianza deve rispondere ad una reale necessità di controllo e non essere ridonante e/o eccessivo;
  • Finalità: essendo lo scopo ultimo della videosorveglianza quello di proteggere persone e cose, lo stesso dovrà perseguire unicamente questa finalità;
  • Proporzionalità: l’installazione di un impianto di videosorveglianza ha la sua ragion d’essere solamente se altri mezzi meno invasivi risultano insufficienti per lo scopo;
  • Liceità: installare un simile impianto di controllo deve rispondere non solo alla tutela dei dati personali e della privacy di coloro che vengono visualizzati attraverso le immagini ma anche rispettare tutte le norme esistenti in materia di montaggio di supporti in grado di registrare audio e video.

Una volta rispettati tutti i requisiti descritti, all’installazione di un impianto di videosorveglianza, sia esso domestico o in ambiente lavorativo, dovrà seguire l’apposizione di un cartello che informi le persone della presenza di telecamere di sicurezza in quell’area. E per quanto riguarda la conservazione delle immagini registrate, infine, la norma prevede che queste restino disponibili per un arco di tempo non superiore alle 24 ore successive alla loro ripresa, fatta eccezione per uffici postali, banche ed esercizi commerciali di ogni tipo quando questi risultino chiusi al pubblico o sorgano necessità diverse. In questo caso le immagini possono rimanere a disposizione per una settimana.

Installazione di un impianto di videosorveglianza: come fare?

Se avete scelto di proteggere la vostra abitazione o luogo di lavoro installando un impianto di videosorveglianza, è importante sottolineare che in commercio esistono un’infinità di prodotti con caratteristiche molto diverse tra loro e che bisognerà quindi prestare la massima attenzione per trovare, tra le tante, la strumentazione più adeguata per l’uso che desideriamo farne (raggio della ripresa, telecamere notturne, sistemi senza fili o con cablaggio e così via).

Per rendere il vostro ambiente sicuro al 100%, il consiglio è quello di rivolgersi a professionisti del settore ed evitare il fai-da-te che, soprattutto in questi casi, potrebbe risultare decisamente controproducente. Ma dove trovare l’azienda giusta per questo servizio? È semplice! Grazie a SeekTips, trovare il professionista per l’installazione di un impianto di videosorveglianza nella tua città è facile e veloce e tutte le informazioni necessarie sono a portata di click.